Commissione Centrale per i Materiali e le Tecniche


La Commissione Materiali e Tecniche (nel seguito CMT) si occupa dei problemi di sicurezza connessi all'attività alpinistica e all'arrampicata; la sua attività è complementare a quella della Commissione Scuole di Alpinismo, a cui fornisce informazione su particolari aspetti tecnici della sicurezza nella progressione in montagna o in falesia.

La Commissione è composta di un piccolo numero di persone (max. 11), scelte su proposta dei Convegni Regionali del CAI; questo allo scopo di consentire che, nei limiti del possibile, sia rispettata una rappresentatività regionale. Non esistono Commissioni Regionali, a parte quella Veneto-Friulano-Giuliana (nel seguito CVFG), che va citata per il grande contributo dato alla nostra attività.

La Commissione si avvale però del supporto di consulenti esterni e, per le prove sul campo, della collaborazione di tanti alpinisti, in particolare di Istruttori; un valido sostegno è anche fornito dalla Scuola Alpina Guardia di Finanza. Per le prove di laboratorio il centro dell'attività è a Padova, presso l'università e la Torre di cui diremo.


Nascita e impostazione

La Commissione nasce a metà degli anni '60.
Scopo della Commissione è lo studio, pratico e teorico, dei problemi legati alla sicurezza nella progressione in montagna e in parete, nonché delle caratteristiche di resistenza (e più in generale delle prestazioni) delle attrezzature alpinistiche.

Questa attività è stata svolta, fin dagli inizi, in stretta collaborazione con la analoga Commissione della UIAA (Unione Internazionale Associazioni Alpinistiche): la Commission de Sécurité.

Buona parte di questa collaborazione riguarda la definizione delle Norme che regolano l'assegnazione , ai prodotti nel campo della attrezzatura alpinistica, del Marchio di qualità, ormai più conosciuto con il suo nome inglese/francese LABEL UIAA, nonché al controllo della corretta utilizzazione del Label da parte dei fabbricanti. Non va però dimenticato che la Commissione Sicurezza della UIAA si occupa anche di tutti gli altri problemi tipici della nostra Commissione, ne siano esempio l'adozione del nostro "mezzo Barcaiolo" (Italian Hitch) come "Nodo UIAA" e più in generale l'attenzione ai problemi di assicurazione dinamica.


Un po' di cronistoria

Nei primi anni '60 i rapporti del CAI con la UIAA sono tenuti dall'ingegnere torinese Giovanni Bertoglio, più noto come Redattore della Rivista del CAI. Poi la Commissione viene ufficialmente fondata; la presiede l'accademico varesino Mario Bisaccia; dopo la sua morte nel 1975 in Caucaso, nel corso di una esercitazione UIAA, l'incarico viene assunto dal Col. Carlo Valentino, allora Comandante della Scuola Alpina Guardia di Finanza (oggi Generale e Presidente FISI). Nel 1980 gli succede Carlo Zanantoni.


Evoluzione dell'attività della Commissione

Negli anni '60 e nei primi '70 l'argomento principale di studio è stato, comprensibilmente, quello della progressione su roccia e ghiaccio e della assicurazione dinamica; si ricordano con nostalgia quegli anni in cui si sono affrontati i problemi fondamentali, in cui dalla collaborazione fra Mario Bisaccia, Franco Garda e Pietro Gilardoni è nato il Mezzo Barcaiolo, il massimo contributo alla sicurezza in arrampicata e ancora oggi, checché si dica, il miglior freno per assicurazione dinamica; pare che Pietro Gilardoni lo abbia scoperto per caso, ma il risultato è dovuto al fatto che I' attività in quegli anni era molto intensa, appassionata e mirata.

Di necessità, il lavoro si è venuto spostando nel tempo verso lo sviluppo delle norme relative alla resistenza degli attrezzi, prima corde e moschettoni , poi piccozze e così via, sempre però dedicandosi appena possibile all'aspetto fondamentale della progressione e della assicurazione dinamica; per marcare l'evoluzione temporale dello studio dei problemi di sicurezza (per la UIAA, non solo per la nostra Commissione), val la pena di citare il contributo alle norme sulla piccozze dato dalle prove di arresto di caduta con piccozza su pendii in neve, nel corso di una riunione UIAA organizzata in Marmolada nel 1976 da Carlo Valentino con la collaborazione della Scuola Alpina Guardia di Finanza, le dimostrazioni fondamentali di assicurazione dinamica organizzate alla palestra di Teolo con la collaborazione della Comm. VFG e la nascita delle mezze-corde durante la riunione UIAA di Venezia 1979.

Negli anni successivi l'attività si è sempre più spostata verso gli studi per la definizione delle norme di resistenza per i materiali, e qui sarebbe troppo lungo fare citazioni; basti ricordare il nostro contributo alle norme su corde, viti da ghiaccio, chiodi da roccia, dissipatori. Negli ultimi anni le norme UIAA sono state (semplificando) assunte come norme europee (EN) e sono così diventate (dal 1995) obbligatorie in Europa.

Fra le attività più recenti va anzitutto citata la realizzazione, in collaborazione con la Commissione VFG, della Torre di Padova, poderoso strumento per le prove di assicurazione dinamica e di caduta in generale.


Attività attuale

Si citano qui, a titolo di esempio, alcune delle attività in corso.

Come si è detto, uno strumento di lavoro di grande importanza per la Commissione è la torre costruita a Padova, che consente voli liberi ma controllati di una massa di acciaio di altezze fino a circa 15 metri. Qui sono stati compiuti (con l'ausilio di apparecchiatura elettroniche per la rilevazione dei dati) studi sulle caratteristiche dell'assicurazione dinamica e dei relativi freni; si sono così confrontati vari tipi di freni e di corde.

Prima alla torre, poi in una palestra rocciosa attrezzata al passo Bordala presso Rovereto, si è studiato il confronto fra l'assicurazione col freno fissato alla parete e col freno in cintura, per commentare i pregi e difetti dei due sistemi e il loro campo di applicazione. Delle prove è stata fatta una ripresa televisiva, che è stata messa a disposizione delle Scuole di Alpinismo e della UIAA.

Si sta ora facendo un altro film, relativo all'uso dei due tipi di imbracatura, correntemente denominati "bassa" e "combinata". Le prove su neve riguardano il modo di trattenere il compagno che cade in un crepaccio; le prove su roccia riguardano la caduta su parete verticale e le conseguenze che l'indossare l'uno o l'altro tipo di imbracatura può comportare per chi cade.

L'attività principale è oggi, e sarà per qualche anno, lo studio del degrado delle corde con l'uso. Può sembrare strano che soltanto oggi si sia giunti a studiare con priorità questo problema fondamentale per la sicurezza; la cosa si spiega con le difficoltà dell'argomento, con la complessità dell'organizzazione e dei mezzi sperimentali necessari, con l'impegno di lavoro richiesto. Per questo anche le altre Associazioni alpinistiche stanno muovendo ora i primi passi in questo campo. Durante l'anno scorso si sono compiuti notevoli progressi nella costruzione dell'attrezzatura e nell'identificazione dei parametri essenziali per lo studio dell'invecchiamento delle corde (invecchiamento si fa per dire, perché una corda non si degrada per il passare del tempo, ma solo in base all'uso che se ne fa); si è studiato il ruolo della camicia nella resistenza di una corda, per vedere poi se il suo degrado sia essenzialmente da imputare alla camicia. Corde e filati sono stati esposti ad irraggiamento ultravioletto, sia per esposizione al sole che in laboratorio poiché i raggi UV degradano il nylon, più o meno a seconda della quantità e del tipo di additivi che i filamenti contengono a scopo protettivo e del tipo di colorante usato. Si stanno facendo prove di resistenza di corde usurate, in montagna e in laboratorio con macchine a tale scopo costruite. Si stanno valutando gli effetti del contenuto di acqua e del ghiaccio nel ridurre la resistenza di una corda. Si in corso di studio casi di rotture anomale di corde, avvenute per motivi ancora sconosciuti. Citiamo infine lo studio sperimentale del comportamento delle corde su spigoli di roccia, di grande interesse perché questo è il meccanismo per cui, nella quasi totalità dei casi, avvengono le rotture in montagna.


La Commissione dispone di un sito Internet,
attraverso il quale è possibile accedere a ulteriori informazioni


Indice delle Commissioni




Note tecniche