![]() |
G I T A D E L M E S E The trek of the month - Monatsausflug |
sono evidenti a Casera Fratton, Casera Carniar, Casera Bàdiot, Casera Zanolin, Casera Bedin di Sotto, e Casera Ferrera. Prima che la natura si impossessi di queste vecchie malghe, sarebbe auspicabile che si procedesse al più presto al loro recupero, ricreando così quell’ambiente alpestre che è stato per tanti anni l’economia trainante di queste vallate, e che l’itinerario proposto vuole rievocare. Sarebbe davvero avvilente perdere un patrimonio così importante.
ed arrivo l’abitato di Erto, situato tra il Passo S. Osvaldo e la diga del Vajont. L’itinerario è stato suddiviso in quattro tappe, di cui la prima molto breve, le due centrali adatte ad escursionisti allenati, l’ultima tappa è abbastanza agevole.
| I TAPPA |
| Tempo complessivo | ore 1.15 da La Pinéda, ore 2.45 da Erto |
| Dislivelli | in salita m 200 |
| Difficoltà | T |
| Segnaletica | 905 |
| II TAPPA |
| Tempo complessivo | ore 7 |
| Dislivelli | in salita m 1300; in discesa m 630 |
| Difficoltà | EE |
| Segnaletica | 904-901-903 |
Dal Pian Grant si prosegue in lieve discesa lungo il prato e superato un tratto di bosco, si raggiunge mantenendosi in quota il pascolo della Casera di Monte Cornetto - Bivacco Flavio Zanette (ore 3.00 dalla Casera Ferron).
| III TAPPA |
| Tempo complessivo | ore 5.45 |
| Dislivelli | in salita m 931; in discesa m 947 |
| Difficoltà | EE |
| Segnaletica | 903-privo |
Ci si incammina ora per circa un chilometro lungo la rotabile in direzione del Passo di S. Osvaldo; all’altezza del Km 90, ai Prà de Tegn, incontriamo sulla sinistra una stradina usata dai trattori. Ha qui inizio un tracciato in disuso e privo di segnaletica che ci condurrà alla Casera Galvana.
| IV TAPPA |
| Tempo complessivo | ore 6.30 |
| Dislivelli | in salita m 250 ca.; in discesa m 1100 ca. |
| Difficoltà | EE |
| Segnaletica | 381-privo-374 |
Dalla Casera Galvana si prende un sentiero segnalato ma privo di numerazione (seguire esclusivamente i segni rossi), che con numerosi saliscendi, superando alcuni colatoi detritici e corsi d’acqua provenienti dai versanti occidentali di Cima Fortezza e Centenere, raggiunge la radura alla base delle pareti meridionali del Monte Duranno, dove sorge il Rifugio Maniago (ore 2.30). Costruito negli anni 1962-1963 dalla sezione CAI di Maniago presso i ruderi della Casera Bozzia, viene gestito nel periodo estivo è dotato di 20 posti letto, negli altri periodi dell’anno dispone di un ricovero d’emergenza.
e il Gè de Pezzéi, e più avanti l’impluvio della Val Laugen. Il sentiero prosegue piegando verso sud-ovest, passa sul versante della Val Zemola, e aggirato uno sperone roccioso, raggiunge in breve Casera Bedin di Sopra (ore 4.00), edificio ristrutturato nel 1994 che funge da osservatorio nell’ambito del Parco Naturale delle Dolomiti Friulane. La casera dispone di 6 posti letto e di un focolare, e si trova in una invidiabile posizione panoramica.
Casera Bedin di Sopra, e che poi prosegue per bosco fino ad uno spiazzo dove sorgono i miseri ruderi della Casera Bedin di Sotto; da qui si continua sempre per bosco e oltrepassato un ruscello, ci si immette nella pista forestale comune al primo itinerario, lungo la quale si continua fino alla Casera Ferrera.