GITA DEL MESE
CAI Escursionismo G I T A   D E L  M E S E
The trek of the month - Monatsausflug

LEGGENDA E REALTA':
SASSO DI S. ZENOBIO - SASSO DELLA MANTESCA
di Sergio Baggi

Nelle rigide tediose giornate d'inverno, quando una spessa coltre di neve ammantva le terre dell'alta Valle del Lamone e Diaterna, gli abitanti, rintanati nelle loro case di sasso, davanti al fuoco del camino dove la bella fiamma della legna, sola fonte di riscaldamento, presto si trasformava in blocchi di braci con ancora la forma del tronco, ingannavano il tempo raccontandosi fatti e storielle. Quella che i piccoli gradivano più riascoltare era la storia della sfida fra San Zenobio e il Diavolo.

mantesca
Sasso della Mantesca
      Un giorno San Zenobio stava predicando a CA' DI BARBA a una piccola folla quando si presentò il Diavolo che lo sfidò a portare il sasso più grande il più lontano possibile. San Zenobio ebbe un momento di riflessione, poi, invocato chi di dovere, accettò la sfida e rilanciò: "Porterò il mio sasso così lontano dal tuo che non riuscirai a vederlo". Caricatisi sulle spalle due enormi macigni che sI trovavano nei pressi, si avviarono per un sentiero che saliva lungo il fianco della montagna. Ad un certo punto il Diavolo, benchè tale, distrutto dall'immensa fatica, pensò:
"Zenobio non potrà mai portare il suo sasso tanto lontano da essere a me invisibile, quindi posso tranquillamente posare il mio che la sfida è vinta comunque". Pensato e fatto. Zenobio che era in prossimità di un crinalino lo superò e sceso dall'altra parte di un centinaio di metri posò il suo pesante fardello e ritornato sui suoi passi fece notare al Diavolo di aver vinto la sfida, perchè il suo sasso era sì poco lontano ma c'era un crinale di mezzo e non poteva vederlo.
Il Diavolo resosi conto di essere stato vinto non solo nella prova di forza ma anche dall'astuzia del santo si prese una tale arrabbiatura che, perso il controllo di sè, si avventò sul sasso con calci tremendi facendolo a pezzi (SASSO DELLA MANTESCA).

zenobio
 Sasso di San Zenobio
Questa storiella che un giorno - seduti al bar - un signore, in gioventù vissuto con la famiglia su quei monti, a CA' PATISCI,. a poche centinaia di metri dal Sasso della Mantesca, mi volle raccontare, mi colpì particolarmente. Era di certo nata molti secoli prima, probabilmente al tempo dell'evangelizzazione di quelle genti, con l'eterna costante della lotta fra il bene e il male e la vittoria finale del primo, giunta a noi di generazione in generazione per tradizione orale.

      La cosa mi incuriosì. Sapevo dov'era il SASSO DI SAN ZENOBIO. Mi recai quindi sul posto, cartina alla mano, e fu una piacevole emozione constatare che i due sassi benchè vicini non si vedevano l'un l'altro, uno ...tutto a pezzi ....l'altro .... intero,... CA' DI BARBA era la'... più giù, .. mi pareva di toccare con mano i luoghi di una antica leggenda.
Bello ed interessante. il nostro Appennino ...... una miniera di sorprese.


Come ci si arriva...
Prendere come riferimento la dorsale che scende dal Passo della Futa al Passo della Raticosa all'incirca fino a Piancaldoli.


Descrizione
Recarsi sul posto per la ricognizione dei luoghi suddetti può essere motivo di escursione.
La zona ha caratteristiche particolari: qui la formazione rocciosa MARNOSO-ARENACEA che è largamente dominante nell'alto Appennino Tosco-Romagnolo, lascia il posto alle ARGILLE SCAGLIOSE, le quali non consentono la crescita di piante ad alto fusto creando quindi le condizioni per dar vita a vasti prati scoscesi.
È su queste argille scagliose che affiorano il Sasso di San Zenobio e il Sasso della Mantesca, più in alto verso il Passo della Futa il Sasso di Castro e il Monte Beni (si consiglia l'ascesa di quest'ultimo per il bell'orizzonte che si gode a 360 gradi dalla sua vetta), formazioni rocciose queste alloctone facenti parte delle OFIOLITI.
Di buon calcare è invece il Rocchino di Cavrenno, posto alle pendici dell'omonima cima, uno spuntone di bella roccia pulita che gli scalatori hanno chiodato e usano come palestra.

Cartografia
Si consiglia la carta Appennino Tosco-Romagnolo 1:25000, # 25-28, edizioni Multigraphic.


GITE PRECEDENTI